I MIGLIORI FILM DEL 2015

Quali sono i migliori film dell’anno per i Disoccupati? Ecco le nostre scelte.

P.s. Vengono considerati solo i film usciti in sala nel 2015.

FRANCESCO

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1. PREDESTINATION

2. MUSTANG

3. WHIPLASH

4. INSIDE OUT

5. EX MACHINA

MATTEO

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1. LETTERE DI UNO SCONOSCIUTO

2. INSIDE OUT

3. FUOCHI D’ARTIFICIO IN PIENO GIORNO

4. NON ESSERE CATTIVO

5. DIO ESISTE E VIVE A BRUXELLES

MICHAEL

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1. BIRDMAN

2. WHIPLASH

3. IL PONTE DELLE SPIE

4. DIO ESISTE E VIVE A BRUXELLES

5. STAR WARS VII

PIETRO

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1. PECORE IN ERBA

2. WHIPLASH

3. TUTTO PUO’ ACCADERE  A BROADWAY

4. STAR WARS VII

5. ANT-MAN

4 autori, 4 film diversi. E la vostra TOP 5? Scrivetela nei commenti!

BUON ANNO DAI DISOCCUPATI!

NON ESSERE CATTIVO: UNA RIFLESSIONE SULLE GENERAZIONI DI IERI E DI OGGI

Premessa. La scelta di candidare Non essere cattivo agli Oscar è stata l’ennesima paraculata “all’italiana” per due ordini di motivi:

  1. Sfruttare la morte di un regista completamente ignorato e spesso ostacolato durante la sua tormentata carriera
  2. Avere la consapevolezza di non poter proporre opere così forti per poter aspirare alla cinquina finale dell’Academy

Detto questo, il terzo film di Caligari è un’opera estremamente potente nella sua semplicità, vera nella ricerca della messa in scena e meravigliosamente fragile come le condizioni di salute del suo autore. Ma oggi ho deciso di scriverne, non per recensirlo, quanto piuttosto per riflettere sul tema principale di cui si fa carico il lungometraggio.

Non essere cattivo, così come Amore Tossico, racconta infatti di una generazione che fu, ma a mio modo di vedere diventa il manifesto involontario di una generazione antitetica e attuale: quella dei ragazzi di oggi, sterili di aspirazioni e sogni, privi d’iniziativa e voglia di fare esattamente come i protagonisti del film.

L’unica possibilità che entrambe le generazioni hanno di dimenticare l’angoscia del futuro è rinunciare a quest’ultimo.

Se però per quella cui appartengono Cesare e Vittorio, la vacuità delle intenzioni è una malattia che sembra imposta dalla nascita a causa delle condizioni sociali, per i giovani d’oggi è solo una conseguenza legata al declino di alcune strutture portanti della nostra società. In entrambi i casi la soluzione per gli interessati sembra essere chiudersi in una bolla autoreferenziale dove poter azzerare gli stimoli con droghe sintetiche o mediatiche (dai social alla televisione).

La chiave di lettura che il film offre allo spettatore è tutta racchiusa nella scena in cui Cesare chiede al suo compare se gli piacerebbe mollare tutto e partire con una barca. La risposta dell’altro è emblematica: “E per andare dove?”.

 

Francesco Pierucci