LA PAZZA GIOIA – IL NUOVO FILM DI PAOLO VIRZI

 

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Il cinema italiano è in netta ripresa, è innegabile. Il solo 2016 ha regalato agli spettatori Perfetti sconosciuti, Lo chiamavano Jeeg Robot, Veloce come il vento e ora La pazza gioia, tutti accolti in maniera entusiastica da pubblico e critica. Il 2015 invece aveva visto ben tre film diretti da registi nostrani in corsa per la Palma d’oro a Cannes: Mia Madre di Nanni Moretti, Youth di Paolo Sorrentino e Il racconto dei racconti di Matteo Garrone. Senza dimenticare, sempre nel 2015, quel Non essere cattivo, passato sotto traccia nelle sale ma apprezzatissimo dalla critica italiana e internazionale. Continua a leggere

CANNES 2015: NON SOLO ITALIA… I GRANDI NOMI E I TITOLI PIU’ ATTESI

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Una kermesse a forti tinte italiane quella che si terrà a Cannes dal 13 Maggio 2015; è noto  a tutti infatti che ci saranno tre titoli nostrani in lizza per la Palma d’Oro, con addirittura Matteo Garrone e il suo Il racconto dei racconti dato da molti come possibile vincitore. Ma oltre al già citato Garrone, a Mia madre di Nanni Moretti e all’ultima fatica di Paolo Sorrentino Youth- La giovinezza, sono molti i film e i registi interessanti che si potranno vedere nella prossima croisette. Oltre ai cinque titoli francesi in lizza per la Palma d’oro, si annovera la presenza, nelle proiezioni speciali, del film d’esordio dietro la macchina da presa di Natalie Portman, A Tale od Love and Darkness, o il nuovo film di Todd Haynes, regista di Io non sono qui, in concorso come Gus Van Sant con The Sea of Tree e Denis Villeneuve atteso alla riconferma dopo Prisones con Sicario.  Ecco i titoli che il D.I aspetta con trepidazione.

IRRATIONAL MAN- WOODY ALLEN

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Allen conferma la nuova musa Emma Stone e lavora per la prima volta con Joaquin Phoenix. Il regista newyorkese è però già impegnato col prossimo film con Bruce Willis e Kirsten Steward.

LOUISIANA- ROBERTO MINERVINI

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Quarto film italiano a Cannes, questo fuori concorso. Se ne parla benissimo, per alcuni è addirittura la gemma italiana al festival. Minervini è una garanzia di ottimo cinema. Vedremo.

TAKLUYB- BRILLANTE MENDOZA

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Nel 2009 il filippino Mendoza trionfò alla croisette come Miglior regista per il duro e realistico Kinatay (Massacro). Attendiamo speranzosi il suo ultimo lavoro.

SHAN HE GU REN- JIA ZHANGKE

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Famoso per Still Life, con cui vinse il leone d’oro a Venezia, il cinese Zhangke, sperimentalista e abbonato ai drammoni, cerca la prima vittoria a Cannes con questo film in concorso.

CEMETERY OF SPLENDOUR- APICHATPONG WEERASETHAKUL

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Con lo stupendo Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti vinxe la Palma d’oro, meritatissima, nel 2010. Ogni volta che si guarda un suo film si ha la sensazione di esser davanti a un capolavoro. Partecipa alla categoria Un Certain Regard.

Matteo Chessa

FILM DA RISCOPRIRE – PADRE PADRONE (1977)

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Sardegna, anni 40. Dopo pochi giorni di scuola il piccolo Gavino Ledda (Fabrizio Forte) è costretto dal padre (Omero Antonutti) ad abbandonare gli studi per aiutarlo nella vita pastorale. Cresciuto coglie l’occasione della leva militare per ribellarsi al controllo del genitore e inseguire il suo sogno, laurearsi.

Premiato con la Palma d’oro a Cannes, il settimo film dei fratelli Taviani, tratto dal libro di successo di Gavino Ledda, annuncia fin da subito il suo intento: raccontare una storia reale attraverso un mezzo di finzione a cui la vicenda viene affidata. Così è da leggere il passaggio del bastone dello scrittore Ledda a Omero Antonutti nella primissima scena, o anche altre parti del film (il duello tra Gavino e la pecora munta, il saluto alle sacre querce sarde ma anche il suono della fisarmonica con sottotitoli che spiegano il suo messaggio celato, il finale con la troupe) che sottolineano questo rapporto realtà-finzione. Riflettendo sul concetto di potere autoritario, il film racconta un dramma familiare con lucidità, evitando accuratamente di prendere posizioni tra le due parti (il padre che ha bisogno del primogenito per garantire la sopravvivenza della famiglia; il figlio costretto a vivere una vita non sua), anche se a differenza del libro forse ci si sposta più verso il genitore, quasi come se si comprendesse la difficoltà del gestire una famiglia in quel periodo. Non mancano riferimenti alle vendette sarde, alle sue bellezze, alle sue debolezze.  Nonostante le riprese mozzafiato dell’incontaminato paesaggio sardo, è la colonna sonora di Egisto Macchi l’elemento migliore della pellicola, capace sempre di sottolineare i sentimenti delle scene e, a tratti, di far sentire i profumi di ciò che è mostrato. Omero Antonutti strepitoso nel suo lato severo, commovente in quello tenero (la bellissima scena del gelato al latte mangiato con gusto); piccola parte per Nanni Moretti che interpreta Cesare, compagno militare di Gavino. Il tema dei bambini cresciuti troppo in fretta è ripreso quasi 30 anni dopo da Salvatore Mereu in Sonetàula. Padre padrone ha un improbabile sequel, Ybris, diretto da Gavino Ledda e tratto dal suo libro Lingua di falce, pretenzioso e inutilmente autocelebrativa. A 37 anni dall’uscita ancora un capolavoro; da riscoprire.

 

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Matteo Chessa