TOP 5: I PIU’ GRANDI DELINQUENTI DEI CARTONI ANIMATI

PREMESSA DOVEROSA: in questa classifica non vengono presi in considerazione nè personaggi che delinquono di professione (es. Lupin III, Occhi di gatto), nè personaggi che, vuoi per storia personale, vuoi per ambientazione del cartone, vanno oltre il concetto stesso di delinquenza (Uomo Tigre, Kenshiro, Vegeta, ecc).

5

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DICK DASTARDLY

Al quinto posto troviamo il Bieco Barone, protagonista indimenticabile delle Wacky Races, che comunica delinquenza già dal nome. A bordo della mitica “Numero 00”, accompagnato dal sadico cane Muttley, Dick ci ha insegnato romanticamente, ancor prima di Machiavelli, che il fine giustifica i mezzi.

4

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STREET SHARKS

Quattro adolescenti culturisti trasformati in squali che trasudano steroidi da ogni branchia. Con la scusa di sconfiggere i cattivi, distruggono l’asfalto con le pinne, taccheggiano e bullizzano i più deboli. Stesso discorso si può fare per i tamarrissimi Biker Mice da Marte.

3

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PHOENIX

Nonostante le premesse sconfortanti (orfano e fratello di Andromeda), Phoenix non rinuncia alla delinquenza, riuscendo a incarnare il cavaliere dello zodiaco che tutti saremmo voluti essere. Forte e bastardo fino al midollo, si trova sul gradino più basso del podio, solo perché si redime.

2

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PRINCE VALIANT

L’esempio “principe” dell’ “abito non fa il monaco”. Un principe delinquente? Ebbene sì! Per chi cadesse dalle nuvole, è pregato di consultare questo nostro articolo e di guardare la sigla di questo cartone. Bastardo!

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MARK LENDERS

Il perfetto prototipo della delinquenza. Sguardo truce, maniche arrotolate, lampade a go go e fisico spacca-porte: tutto questo è Mark Lenders. Chi non ricorda il Tiro della Tigre che ha mietuto più vittime della Seconda Guerra Mondiale? Essere allenato da un galeotto manesco e ubriacone lo proietta meritatamente al primo posto di quest’inutile classifica.

Francesco Pierucci

FLOP 7- I PEGGIORI TESTI DELLE SIGLE DEI CARTONI ANIMATI

7

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I CAVALIERI DEL DRAGO O DELLA MANCATA INDIVIDUAZIONE DEL TARGET DI RIFERIMENTO

“C’è un ragazzo laggiù proprio come sei tu, ardito e fiero”. Certo questi sono sicuramente i primi due aggettivi che mi vengono in mente se dovessi descrivere il carattere di un bambino di dieci anni che probabilmente sentendosi additare con il termine ardito (che gioco di parole!) indicherebbe al massimo una sua falange.

6

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JEM O DELL’AUTOCELEBRAZIONE DI UNA MENTECATTA

Il soliloquio della popstar da quattro soldi con facepaint alla Sven Vath inizia modestamente con “Sono una cantante bella e stravagante, vesto assai elegante” e ancora “sono esuberante, frizzante, tenera e raggiante”Esalta le sue doti canore “dolce e sfavillante certo strabiliante la mia voce così tenera e squillante” e nel ritornello inneggia alla sua formazione di stampo stanislavskijiano “provo sempre un’emozione quando canto una canzone” e come se non bastasse il coro rincara la dose “sei bellissima e rampante(?!) non fermarti mai”. Ci ha pensato probabilmente la cocaina.

5

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PRINCE VALIANT O DELL’OSSIMORICO DUALISMO TRA TESTO E IMMAGINI

Prince Valiant nonostante il cavalleresco curriculum immacolato è sicuramente il personaggio più infame e bastardo dei cartoni animati ma la D’Avena, che forse non ha mai visto una puntata di questo discusso cartone, prova a sostenere incredibilmente che  codesto mercenario medioevale “è coraggioso, in gamba e generoso agisce sempre con grande umiltà. Condottiero valoroso, con grande volontà sempre onora gli ideali del regno di Camelot”. Le parole possono ingannare in un primo momento i più ingenui ma le crude immagini dicono ben altro…Vi invito ad osservare il simpatico siparietto al minuto 1.26 della sigla:

Non penso che gli ideali di Camelot tanto sbandierati comprendano lo scalciare vigliaccamente un uomo innocuo e indifeso (e per giunta vecchio) facendolo precipitare mortalmente in un burrone. Quest sigla è più bugiarda della copertina del Dvd di La piccola bottega degli orrori con il simpatico faccione di Jack Nicholson che viene spacciato per protagonista ma che in realtà appare per soli 5 minuti.

4

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WHAT’S MY DESTINY DRAGON BALL  O DELL’IMPORTANZA DELLA LINGUA INGLESE

Per anni abbiamo pensato che, a causa dell’inesperienza dovuta alla nostra giovane età, le sigle di Dragon Ball dovessero essere per forza formate da costrutti di senso compiuto ancora troppo complessi per essere compresi da noi bambini. Che erronea congettura! Bastava capire che le parole erano messe inevitabilmente a cazzo perché per forze di causa maggiore alla metrica non si comanda! Secondo la sigla di quello scoppiato di Giorgio Vanni (se uno parlasse inglese come lui, in Gran Bretagna lo scambierebbero sicuramente per un magrebino), il protagonista di DBZ sembra essere il fantomatico Dragon Ball ovvero il misterioso Drago Sfera. Il suo punto debole? Il genitivo sassone! Se qualcuno poi rileggendo questa grande poesia ritmica è riuscito a comprendere il significato dell’enigmatica frase “e guardando più in là il tuo cuore saprà ritrovare Dragon Ball” me lo comunichi immediatamente…

3

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CHE CAMPIONI HOLLY E BENJI!!! O DELLE SCOMODE MENZOGNE SU MR. PRICE

Che Campioni Holly e Benji sembra una canzone apparentemente normale finché non la si analizza attentamente dal punto di vista del portiere più forte del manga: “Hanno la forza dell’umiltà” ahahahaha…penso che Benji sia il calciatore meno umile di tutta la squadra al pari di Mark Lenders e dell’aquilotto Patrick Everett. “Benji para i calci di rigore” mai visto parargli un tiro dal dischetto, al massimo lo ha fatto Ed Warner nell’eroica semifinale con la Francia. Poi la frase che mi fa più incazzare: “Questa coppia eccezionale guiderà la nazionale” Ma io mi chiedo come diavolo fa Benji a guidare la nazionale se gioca una sola fottutissima partita? (tra l’altro se ben ricordo in tutto il cartone gioca solo due match ovvero le finali con la Muppets e con la Germania Ovest)

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DRAGON BALL O DELL’UBICAZIONE DI SHENRON

Insieme ai soliti Inglesismi incomprensibili (Fightingontheground Blastingthroughtheclouds) il sibillino Vanni sembra disperato nel narrare l’impossibile ricerca del Drago dei Desideri. La frase “Combatti per trovare il drago però nessuno sa dove sta” è di una falsità incredibile: lo sanno tutti che Shenron appare semplicemente nel posto in cui viene invocato. Punto. Una menzione speciale alla stupefacente strofa che rimanda a un precedente uso di sostanze illegali (e che non trova nessun riscontro nel cartone) “Se chiudi gli occhi vedi il drago e senti tutto il suo potere ma quando arrivi tu non c’è più”.

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TUTTI ALL’ARREMBAGGIO! O DELLE CRUENTE METAFORE INTRISE DI RIMANDI A LAPALISSE

Al primo posto non può che esserci One Piece. “ Questo grido è come un tatuaggio che s’incide dentro i nostri cuori” è una delle strofe più visionarie di sempre nonché una metafora quantomeno ardita che richiama un’operazione truculenta e dai contorni decisamente cronenberghiani. One Piece stordisce oltre che per la trama contorta anche per le frasi sconvolgenti come “Il tesoro non è più un miraggio ma soltanto quando lo ritroverai allora lo vedrai di lapalissiana memoria che rendono questa sigla un capolavoro dell’astrattismo.

 

Francesco Pierucci