ONLY LOVERS LEFT ALIVE: JARMUSH E IL DECLINO DELL’UMANITA’

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La straordinaria vertiginosa sequenza iniziale di Only Lovers Left Alive è una vera e propria dichiarazione d’intenti: la musica, espressa simbolicamente dal 45 giri in dissolvenza incrociata, è forse la vera protagonista del film e l’ipnotica traiettoria circolare della telecamera sottende la lenta ciclicità esistenziale dei due vampiri (Tilda Swinton e Tom Hiddleston) che sono costretti loro malgrado ad abitare in un mondo dove gli uomini, che nel film vengono chiamati “zombie”, non sono utili neanche come nutrimento, essendo portatori di sangue oramai pericolosamente infetto. Jarmush ancora una volta prende a cuore un genere estremamente usurato (in questo caso il cult del vampirismo) e lo destruttura completamente, donandogli nuova linfa vitale: isolati nelle loro certezze ultrasecolari, i due protagonisti, più che un paletto conficcato nel cuore,sembrano temere inconsciamente la più totale apatia.

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Tilda, un vampiro perfetto…

Tra l’America e il Marocco, tra musiche funebri e capolavori della letteratura, ci si lascia sedurre volentieri da quel gioco prettamente intellettuale che con spiritosi riferimenti che spaziano da Byron a Mary Shelley oscura un’ulteriore forma di circolarità, quella della trama. Nella visione pessimistica di Jarmush la Motor City Detroit, metropoli obbligata a dichiarare bancarotta e forse per questo perfetta dimora per il vampiro Adam assetato di passato glorioso (il tentato suicidio testimonia un presente per lui invivibile), rappresenta il simbolo ultimo del fallimento dell’uomo, destinato a vagare senza meta per anonime strade deserte nel cuore della notte e costretto a  lasciarsi stancamente spezzare dalla crudeltà della vita come una pregiata Gibson d’inizio ‘900.

Il passato è ormai un ricordo, il presente una lotta per la sopravvivenza, il futuro un buco nero. Cosa resta allora ai due immortali? Solo l’amore salvifico che ha il suono profondo di un gong e le irradianti fattezze di un diamante incastonato in una stella.

 

Francesco Pierucci

OFFTOPIC FLOP 5: CINQUE COSE DA NON FARE MAI IN THAILANDIA

NOTA: Questa classifica è basata sulla mia esperienza personale

5

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Diciamocelo: la Thailandia sarà anche il Paese del Sorriso ma i suoi abitanti sono un po’ repressi. Le Public Displays of Affection vengono viste generalmente con disprezzo e sono addirittura vietate con apposito cartello all’interno dei templi.

4

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MAI PROVARE A PRENOTARE UN ALBERGO PER TELEFONO

Se progettate un viaggio in Thailandia, vi prego di prenotare gli alberghi prima della partenza: oltre a un buono sconto sul prezzo infatti, eviterete inoltre di dannarvi l’anima cercando di prenotare una stanza al telefono con un’incomprensibile thai che conosce l’inglese più o meno come Marco Marfè. Al solo pensiero mi vengono i brividi.

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MAI NOMINARE DORAEMON INVANO

In Thailandia ci sono due esseri che vengono adorati come divinità : Buddha e… Doraemon. Entrambi cicciottelli e sorridenti, entrambi personaggi di fantasia, entrambi raffigurati ovunque e comunque. Se il culto per Siddartha è comprensibile, quello per il gatto-robot non ha alcun senso. Che c’entra con la Thailandia? Assolutamente niente, ma se provate a offendere la sua figura vi assicuro che i siamesi vi linceranno!

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MAI AVVICINARSI A UNA SCIMMIA IN CATTIVITA

Se su di una splendida spiaggia thai vedete delle simpatiche scimmiette che giocano con la sabbia, vi prego di non avvicinarvi. Dopo un primo momento divertente in cui vi salteranno addosso infatti, finiranno con l’azzannarvi alla giugulare stringendo con le loro fauci più di una murena. Il dolore iniziale sarà subito sostituito dal timore di aver preso la rabbia o altre malattie infettive.

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MAI CONTRATTARE IL PREZZO  DI UN OGGETTO CON UNA BAMBINA

La scena è più o meno la stessa di quella con la scimmia ma più subdola perché la bambina si avvicinerà a voi abbracciandovi e baciandovi sulla guancia prima di ingabbiarvi con una collanina di fiori, pretendendo una cifra decisamente cospicua. Il vostro rifiuto smonterà in un attimo la falsità del suo affetto pregresso, scatenando il piccolo mostro che proverà a strozzarvi con le sue manine sottili, perfette per cucire palloni da calcio. Neanche offrire dei soldi senza volere niente in cambio, servirà a salvarvi!

Francesco Pierucci