TOP 5: I CINQUE FILM PREFERITI DI MARTIN SCORSESE

Martin Scorsese è forse il cineasta vivente che conosce meglio di tutti i differenti aspetti della cinematografia mondiale, da Andorra fino allo Zimbabwe. I suoi cinque film preferiti perciò presentano quale perla poco conosciuta al grande pubblico.

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TOP 5- I CINQUE FILM PREFERITI DI STANLEY KUBRICK

Kubrick e il cinema: una meravigliosa storia d’amore. Scopriamo insieme quali sono secondo lui i film più belli di tutti i tempi. Per onor di cronaca va detto che la seguente è una lista che un Kubrick ancora 35enne ha consegnato alla rivista Cinema nel 1963.
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TOP 10: I MIGLIORI ESORDI ALLA REGIA

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UN CHIEN ANDALOU

Si parte subito forte con il manifesto del cinema surrealista che nasce da un’idea di due artisti visionari quali Louis Bunuel e Salvador Dalì. Anche se tecnicamente è solo un cortometraggio, questo lavoro che invoca la ricerca di uno sguardo Altro, non può non essere inserito in questa speciale classifica.

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I DUELLANTI

Le cause dell”esordio folgorante di Ridley Scott vanno ricercate in due direzioni differenti: da un lato l’immancabile ispirazione al racconto di Conrad e dall’altro l’influenza lampante di Barry Lindon nell’uso della fotografia e della regia ricca di zoom.

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ESSERE JOHN MALKOVICH

Poco da dire su questo straordinario film diretto dall’allora trentenne Spike Jonze. Divertente, onirico, ispirato,  non lascia di certo indifferenti. Gran parte del merito è ovviamente della sceneggiatura di Charlie Kaufman che collaborerà con l’ex marito della Coppola anche ne Il ladro di orchidee. Aggiungo che John Cusack è anche meno fastidioso del solito.

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LA MORTE CORRE SUL FIUME

Esordio magistrale e insuccesso commerciale. Primo e unico film dello straordinario Charles Laughton, innamorato dell’espressionismo tedesco e del cinema scandinavo. Indimenticabile Robert Mitchum, Ne abbiamo parlato tanto in altri articoli precedenti. Favoloso.

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AMERICAN BEAUTY

Il film di Sam Mendes mi ha sempre suscitato un interrogativo: come può un film d’esordio essere pubblicizzato come film d’autore? Ma alla visione del lungometraggio la domanda si dissolve per lasciare spazio a Kevin Spacey e alla maestosa sceneggiatura di Alan Ball.

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FINO ALL’ULTIMO RESPIRO

Godard è uno di quei registi che ha cambiato radicalmente la storia del cinema mondiale e la grammatica della settima arte già a partire dal suo esordio. L’invenzione del jump cut e le lunghe carrellate senza binari aggiungono innovazione alle già convincenti  interpretazioni di Belmondo e della Seberg. Straordinario cammeo di Melville.

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QUARTO POTERE

Che dire? Forse il film più importante della storia del cinema. Come si può girare un’opera del genere a soli 26 anni? Chiedetelo a Welles, il regista che ha fatto della profondità di campo una forma d’arte assoluta. Doveva stare più in alto in classifica? Probabilmente sì.

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LA PAROLA AI GIURATI

Vincitore dell’Orso d’Oro a Berlino, il lungometraggio d’esordio di Sidney Lumet è uno dei miei film preferiti. 12 uomini arrabbiati in una stanza per decidere se un ragazzo di colore ha commesso un omicidio. Un’opera semplice ma profonda che difficilmente potrà essere dimenticata.

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LE ALI DELLA LIBERTA’

Perchè quando sento dei discorsi sui più grandi registi di tutti i tempi, non viene mai nominato Frank Darabont? Se The Shawshank Redemption è il film più amato dagli utenti nella classifica di IMDB, ci sarà un motivo no? Un esordio lirico e toccante con degli interpreti eccellenti.

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LE IENE

Fine. Da quando ho visto questo film non mi sono più ripreso. L’opera che mi ha fatto conoscere QT e che per me merita di stare in cima alla Top10 è uno dei film più importanti della storia del cinema. Che piaccia o meno, non si può negare che il regista del Tennessee abbia portato con sé una ventata di originalità all’inizio degli anni novanta. Ogni scena è leggendaria, alla pari del successivo Pulp Fiction. Per la cronaca, quando vado al ristorante ho imparato a non lasciare più le mance.

1942. COM’ERA VERDE LA MIA VALLE: JOHN FORD ABBANDONA IL WEST PER LE MINIERE DEL GALLES

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Nell’anno di uno dei più grandi capolavori cinematografici di sempre, Quarto Potere di Orson Welles, e del fantastico noir firmato John Huston Il mistero del falco, con un Humprey Bogart ad altissimi livelli, vince l’Oscar per il Miglior Film un’atipica pellicola del regista statunitense John Ford, che continua la sua analisi sulle difficoltà della vita familiare dopo Furore dell’anno prima, con cui sfiorò la statuetta. Com’era verde la mia valle, tratto da un romanzo di Richard Llewellyn, narra dei ricordi d’infanzia di un minatore gallese costretto a lasciare la sua terra, ormai abbandonata, che ripercorre la sua vita tra i lavori in miniera dei suoi familiari, il padre Gwilym Morgan, la madre Beth, i fratelli,  Angharad, unica figlia femmina, i movimenti operai, l’emigrazione. Il film più nostalgico del regista, fa rabbrividire e commuove per la delicatezza e l’eleganza con cui tratta il tema del cambiamento degli usi e costumi di un mondo che, con l’avanzare del progresso, non può più rimanere ancorato al passato; l’unione e l’amore familiare, la religiosità del quotidiano (tema centrale di un altro capolavoro, nostrano, del cinema L’albero degli zoccoli  di Ermanno Olmi), il lavoro massacrante, la possibilità di cambiare a discapito dell’unione. Un intreccio tra vite diverse ma comuni di una valle gallese dove l’unica possibilità sembra essere lavorare in miniera oppure scappare lontano. Il sermone finale di Mr. Gruffydd, protagonista della pellicola, in chiesa merita, da solo, più di molti film interi. Ottime interpretazioni degli attori, tra cui spicca per simpatia e tenerezza il giovane Roddy McDowall nella parte del piccolo Huw Morgan, che da grande ricorderà com’era verde la sua valle. Oltre al miglior Film altre quattro statuette: regia, attore non protagonista Donald Crips nella parte di Gwilym Morgan, fotografia e scenografia.

Matteo Chessa

ALCUNE COSE CHE NON SAPETE SUI SIMPSON

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SI, BUON NATALE!

Il primo episodio della serie a cartoni più longeva della TV americana è iniziata come uno Special Natalizio. Perché direte voi… doveva essere un episodio unico, e per fortuna che così non è stato. Era il 17 Dicembre del 1989, qualche mese più tardi sarebbe stato candidato a 2  Emmy Awards.

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PERCHE’ SONO GIALLI?

La scelta del colore giallo è stata una scelta stranamente ben ponderata… dovevano essere riconoscibili! Lo spettatore doveva (come poi è successo) collegare il giallo alla famiglia Simpson. Tutti i personaggi poi sono delle ‘caricature’ di esseri umani, con la bocca strana e le 4 dita, non a caso l’unico ‘completo’ ad avere 5 dita è Dio.

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MR. SMITHERS

Il lecchino di Burns alla centrale nucleare è apparso per un episodio come afro-americano… ma nella successiva comparsa gli hanno cambiato colore della pelle per paura che avere un nero come schiavetto di un capitalista bianco potesse creare problemi al programma!

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PUZZLES

In alcuni episodi della serie, Homer e Bart guardano scene dei film d’azione di McBain (misto tra Schwarzenegger e Stallone) ma non tutti sanno che gli spezzoni visti in sequenza compongono un unico mini film, nascosto dagli autori attraverso le puntate.

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ALTRE CHICCHE

-Gli alieni Kodos e Kang hanno nomi che omaggiano la serie Star Trek

-La serie ‘The Simpsons’ detiene attualmente il record del maggior numero di guest star (e io che pensavo fosse Friends…)

-Molti personaggi hanno i nomi di strade di Portland, cittadina del Oregon

-Sono frequenti negli episodi parodie di ‘Quarto Potere’ e leggenda vuole che si potrebbe ricostruire l’intero film sfruttando clip del cartone

 

Pietro Micheli