HOUSE OF CARDS: TUTTO PRONTO PER LA QUARTA STAGIONE

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Non c’è momento migliore di quello attuale per dare avvio alla campagna promozionale dell’attesa quarta stagione di quella che fu la prima serie targata Netflix. Negli States infatti è entrata nel vivo la corsa alla Casa Bianca che culminerà con le elezioni del novembre 2016.

A farla da padrone (senza entrare nel vivo delle opinioni politiche, per le quali non è questa le sede per una discussione in merito), almeno dal punto di vista mediatico, è sicuramente la figura di Donald Trump che, candidatosi tra le fila dei Repubblicani, sta guadagnando crescenti consensi.

E, a detta di Kevin Spacey, è proprio al magnate newyorkese che si rivolge Frank Underwood quando fissa la telecamera in House of Cards (così ha scherzato l’attore vincitore di due Premi Oscar al Late Show with Stephen Colbert, che da settembre ha preso il posto del longevo talk show di David Letterman).

Cavalcando quest’onda, la settimana scorsa è partito il conto alla rovescia per la quarta stagione con il lancio sul profilo Twitter della serie di una provocatoria (ma anche realistica visto che gli eventi della serie si svolgono in questi anni) candidatura di Underwood alle presidenziali americane del 2016 annunciando altresì che la quarta stagione della pluripremiata produzione Netflix sarà pubblicata (tutta insieme, come da tradizione per tale servizio di streaming online) il 4 marzo 2016.

La terza stagione è stata accolta tiepidamente dalla critica americana e tale calo di mordente era inevitabile se si considera il fatto che la spinta propulsiva dell’implacabile corsa alla Casa Bianca si era esaurita con la fine della seconda stagione che aveva sancito l’elezione a Presidente di Underwood dopo le dimissioni di Garrett Walker.

La terza stagione della serie rimane comunque positiva sotto vari punto di vista.

Il primo è l’approfondimento del rapporto tra USA e Russia con la figura del presidente Petrov, un chiaro richiamo a Vladimir Putin, corroborato dal ruolo delle Pussy Riot, che appaiono nella serie interpretando se stesse.

Legato a questo aspetto vi è il largo spazio che è stato concesso finalmente alla politica estera, trattata spesso secondo canoni popolari come gia successo in Homeland e The West Wing, che rimane l’esempio migliore in materia.

La terza stagione è stata anche il teatro della caduta di Doug Stemper (uno dei personaggi più amati dai fan della serie), da sempre braccio destro di Frank ma costretto ad una lunga convalescenza in seguito all’attacco subito dall’ex Rachel al termine della seconda stagione. Dopo essere ricaduto nel tunnel dell’alcol, il buon Doug è però risalito dimostrando a Frank gratitudine e fedeltà e ritornando a pieni ranghi nello staff del Presidente. Ma i fatti hanno attestato che non è più la personalità impeccabile di un tempo…

Però il motivo che alimenta maggiormente l’attesa della quarta stagione è la crisi del matrimonio tra Frank e Claire, interpretata magnificamente da una Robin Wright, rilanciatosi dopo una scomparsa dai radar del successo sin dai tempi di Forrest Gump. Frank sa di dovere molto alla moglie, sia in termini di consensi (della coppia, è Claire quella che piace ad una più larga fetta dell’elettorato) sia in termini di obiettivi raggiunti. Non averla più al suo fianco potrebbe rappresentare l’inizio del declino per la già scricchiolante figura del Presidente. Senza contare il fatto che siamo in piena campagna per le presidenziali del 2016 e, senza l’aiuto di Claire, sconfiggere un forte candidato come Heather Dunbar, potrebbe rivelarsi un’impresa ardua anche per un politico senza scrupoli come Frank Underwood.

Sono quindi molti gli interrogativi che attendono risposta e non ci resta che far partire il countdown per la quarta stagione, che per la serie rappresenterà il definitivo esame di maturità in termini di ascolti e gradimento.

Michael Cirigliano