PAPERI: GIU’ LA MASCHERA

Ci sono fumetti, come quelli di Gipi, che ti colpiscono violentemente sulla bocca dello stomaco lasciandoti senza fiato.

Ci sono fumetti che attraverso le loro strutture metaforiche ti spingono a riflettere sulla vera natura dell’uomo.

Penso a Maus e L’Eternauta, ad esempio.

E poi ci sono fumetti che paradossalmente spaventano ancora di più di qualsiasi Olocausto o guerra civile proprio perché li sentiamo più vicini a noi.

Paperi di Giulio e Marco Rincione è sicuramente uno di questi.

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La trilogia dei paperi (che diventa pentalogia nella versione deluxe di Shockdom) è un intenso viaggio allucinato e allucinante che si nutre di depressione e angoscia, di pregiudizi e di prevaricazioni, di lacrime e di sangue.

Tutti i protagonisti delle storie devono confrontarsi con uno degli aspetti più malati della società moderna: il dualismo schizofrenico tra realtà ed apparenza.

I nostri paperi sono Persone (nel senso bergmaniano del termine) che indossano, per propria scelta o per imposizione, una maschera che invece di proteggerli dagli stimoli esterni li divora dall’interno.

Se in PaperUgo sono l’inquietudine e il ribrezzo a farla da padrone, con PaperPaolo scopriamo la perversione e infine con One assaporiamo fugacemente il rimorso e il senso di colpa.

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Oltre ai testi di Marco, sono i magnifici acquarelli di Giulio che con i loro tratti e tonalità marcatamente espressionisti ci proiettano nostro malgrado in un mondo malato e ingiusto (quello in cui viviamo) dal quale vorremmo fuggire immediatamente.

La presenza dei topi prevaricatori che manovrano i paperi come pedine su una scacchiera spinge poi a porsi un’interessante interrogativo: è vero che in questo mondo non ci è concessa alcuna scelta oppure è solo una nostra scusa per non agire e cambiare la realtà delle cose?

A voi il compito di rispondere a quest’ingombrante domanda.

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Francesco Pierucci

QUESTO E’ UN BLOG CHE PARLA DEI FUMETTI DI SIO

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Allora, se tanto mi dà tanto pochi di voi sapranno di chi sto parlando.

Sio, questo strano artista, esordisce nel mondo del fumetto autoprodotto, ma poco dopo viene reclutato nella fucina di fumettisti della Shockdom, famoso sito dove sono pubblicate strisce e storie di giovani talenti che creano fumetti appositamente per il web; su questa piattaforma Sio si fa notare quasi subito, siamo nel 2006.

A colpire è la stupidità e l’incoerenza di molte delle sue strisce, i giochi di parole sono i protagonisti assoluti… non so come spiegarlo a qualcuno che non abbia mai letto qualcosa di Sio: le situazioni in cui gli omini si trovano a vivere nascono dal prendere alla lettera certe affermazioni, oppure semplicemente i personaggi fanno qualcosa di inaspettato e violento che non ha coerenza con quello che succede nel riquadro precedente della strisca.

A parte personaggi ricorrenti, le tante ma brevissime creazioni di Sio sono autoconclusive e sono appunto realizzate per una fruizione sporadica, non che ci sia molto da dire dopo che uno prende un treno da mangiare da portare via.

Il suo stile tocca anche You Tube, dove sono pubblicati video che animano la pazzia con cui fa ridere i lettori. Famosi anche i video musicali, uno addirittura con Elio e le Storie Tese, ma anche le parodie di Milei Cyrus, Frozen o Ac/Dc.

Colpo di genio nel 2013, non potendo partecipare fisicamente a Lucca Comics si collega con una webcam e regala ai suoi estimatori le famose 30 strisce in 30 minuti anche queste finite su you tube.

Sio, che a scuola conoscevano come Simone Albrigi, ha recentemente sfondato il muro del web arrivando anche in edicola con Scottecs Magazine: volumetto sottile che riporta in auge uno dei personaggi con cui esordiva anni fa.

Qualche mese fa è uscito il volumone ritratto nel immagine, dove sono raccolti anni e anni di grasse risate prima fruibili solo su intenet!

Pietro Micheli