GAME OF THRONES: COSA RESTA DI UN FIORE SE STACCHI TUTTI I PETALI?

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Non parlerò delle poche cose buone che abbiamo visto quest’anno. Era palese dalla scorsa stagione che la serie di successo Game of Thrones si stesse arenando, anche se alcuni colpi di scena forti come la morte violentissima di Oberyn Martell o il patricidio di Tyrion Lannister avevano nascosto la cosa. Nella quinta stagione sequenze sbalorditive e ben costruite come la battaglia oltre la barriera e il massacro dell’arena di Meereen non bastano per salvare un prodotto che ha sempre tanto da dire e raccontare ma sembra aver dimenticato il modo di farlo. Dieci puntate scialbe, insulse e noiose che trascinano pesantemente una trama che, a poco a poco, si sta rovinando e sta perdendo d’interesse. Colpa di molti dei personaggi rimasti, poco carismatici, o degli sceneggiatori che gli costruiscono intorno situazioni noiose oltre il limite consentito, senza neanche più preoccuparsi di coprire evidentissimi buchi di trama talmente chiari da risultare, se tralasciati, ridicoli.

Un esempio su tutti: come fa Ramsey Bolton a scorticare viva la vecchia di Grand’Inverno se Sansa Stark non ha mai (MAI) detto al vile Reek chi le ha suggerito l’idea della candela?

La scelta di discostarsi, seppur di poco, dal libro non ha premiato; a vincere è la banalità, il già visto e il ridicolo: sottotrame come quella di Dorne, ribattezzata  sul web “Gianni e Pinotto nel deserto”,  non meritano di esistere se non per gettare fango su tutte le azioni svolte precedentemente dallo “Sterminatore di Re” Jamie Lannister (un imbecille senza mano che non spaventa nessuno) e, soprattutto, su Bronn, che non meritava questa sorte ingloriosa. Ridicola la battaglia nei giardini di Dorne contro le “sgualdrinelle della sabbia”, che ad ora parlano solo di sesso. E che dire dell’High Sparrow, con tutto il simbolismo e le chiavi di lettura che suggerisce, che si relega a pochi minuti a puntata per dare più spazio a Sam che magari riesce a portarsi a letto la bruta Gilly. E ora la scelta di far morire Jon Snow (che poi ho molti dubbi), l’unico rimasto assieme a Tyrion e Daenerys capace di far muovere ancora la trama e trascinar con sé domande interessanti. Vedremo che ne sarà della sesta stagione, con molti colpi di scena previsti e altri sperati. Per ora Game of Thrones ha le sembianze di un fiore a cui sono stati staccati tutti i petali: ha perso molta della sua bellezza, gli resta solo il profumo capace di attirare gli insetti; col tempo sparirà anche quello.

Matteo Chessa

SERIE TV – GAMES OF THRONES: LA RISCOSSA DEL FANTASY TRA AMORI, VENDETTE E FANTASMI

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Il fantasy, da anni ormai genere preferito dai ragazzi che da Il Signore degli Anelli ancora vagano nella Terra di Mezzo in cerca di storie e personaggi su cui sfogare le proprie ansie, non ha quasi mai portato bene alle serie tv. Validi esempi di questa tendenza sono il patetico Merlin, in cui il mago più potente della letteratura viene abbassato ai livelli dei ragazzi di American Pie, o i vari Xena, Hercules e Young Hercules, che hanno riscontrato grande successo di pubblico ma anche tante offese dalla critica (pensate al povero Kevin Sorbo costretto a suonare una cetra come se fosse la chitarra elettrica di Slash e capirete molte cose).

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Il buon Kevin immortalato al termine delle riprese di Hercules quando può finalmente liberare la panza!

Game of Thrones, serie Tv americana prodotta dalla HBO (e quando mai…) e creata dal dinamico duo Benioff-Weiss (il primo ha sceneggiato La 25a ora e Troy e per questo lo ringrazio, il secondo non cercatelo tanto ha fatto solo questo) è invece una straordinaria eccezione. Basata sui romanzi fantasy dello scrittore George R.R. Martin (che sia maledetto! Scusate per lo sfogo ma chi guarda il telefilm capirà…) racconta le vicende e le peripezie che molti personaggi affrontano per arrivare a conquistare il trono di spade. Una banale storia di guerre per arrivare allo scettro? Col cazzo! Qui ci sono anche i fantasmi. Una banale storia di Casper che fa la guerra per arrivare allo scettro? Ma quando mai! Ci sono draghi, stregoni, sacerdotesse che danno alla luce ombre( luce-ombre, che ossimoro calzante!), giganti e tante, tante donne nude (uff, anche uomini si ). Il tutto mosso da un evidente tema di fondo: la vendetta. Ognuno dei protagonisti agisce in cerca di rivalsa, vuoi per offese subite, per la perdita di un caro, per l’onta di una sconfitta in battaglia o per innalzarsi agli occhi della gente. Ma non si esaurisce di certo qui, ogni puntata di Game of Thrones (che dura all’incirca 60 minuti) ha tematiche ben precise: dall’amore fraterno, a quello romantico, sino a quello adultero; dal tradimento alla paura della morte e finanche a quella della vita. Un telefilm arrivato ormai alla sua quarta stagione che lascia tutti con il fiato sospeso (tranne quei SIMPATICONI che hanno letto i libri e si divertono a spoilerare sul web) e che merita di essere visto.

caparezza-night-express-105-01Un tipico spoilerista infame con una maglietta figa….

Valar Morghulis ragazzi, forse è meglio darsi una mossa!

 

Matteo Chessa