SERIE TV – BOJACK HORSEMAN, UNO DEI PIÙ INTELLIGENTI PRODOTTI PER LA TV

Due settimane fa è stata rilasciata la terza stagione di una delle più interessanti serie originali di Netflix, Bojack Horseman che si è confermata un successo di critica e pubblico.

Per chi non segue o conosce l’opera in parola (creata da Raphael Bob-Waksberg, un comico, attore, scrittore e produttore di 31 anni), si tratta di una serie tv animata con protagonista un cavallo antropomorfo, Bojack Horseman appunto, un cavallo di mezza età che parla e vive come un essere umano e che negli anni Novanta era stato il famoso protagonista della sitcom Horsin’ Around. Dopo il termine di quest’ultima, Horseman ha provato a rilanciarsi come attore con esiti spesso poco fortunati.

Anche altri personaggi della serie sono animali antropomorfi come Mr. Peanubutter, un simpatico labrador che era il protagonista della serie gemella di Horsin’ Around, ovvero La Casa di Mr. Peanubutter; oppure Princess Carolyn, un gatto rosa agente ed ex fidanzata di Bojack. Ma vari sono anche i personaggi con fattezze umane (tra i personaggi principali, Todd e Diane).

Il merito dello show, per niente banale, è quello di andare a scandagliare tra i meandri della depressione che può colpire anche le star del cinema. Come può una moviestar a cui non mancano fama, denaro ed affetto della gente sentirsi inadeguata e incapace di far stare bene le persone a lei vicine (tra tutti il coinquilino Todd o le due figure femminili più importanti, Diane e Princess Carolyn)? È questo il dramma di Bojack che finisce per precipitare spesso e volentieri nei tunnel delle più svariate dipendenze.

Questo è il motivo principale della serie, un prodotto che è riduttivo etichettare come una comedy series nonostante la grande quantità di risate regalate soprattutto da Bojack ma anche dagli altri personaggi e dalle star reali che hanno camei più o meno importanti (Beyoncé, Naomi Watts, J.D. Salinger, ecc). Tra i doppiatori della serie (in lingua originale) non mancano attori affermati come Will Arnett e Aaron Paul (che doppiano Bojack e Todd) ma anche J.K. Simmons e Stanley Tucci che doppiano personaggi minori, seppur ricorrenti.

Siamo davanti ad un’altra ottima produzione originale Netflix che, dopo avere debuttato con ottimi prodotti come House of Cards o Orange Is The New Black ed essersi affermata con serie di successo come Narcos e la recentissima Stranger Things, riesce a migliorare notevolmente, stagione dopo stagione, anche serie su cui inizialmente aveva puntato meno e che per il genere di appartenenza (cartoni per adulti) possono vantare un bacino di pubblico meno vasto. È questo il caso del sorprendente Bojack Horseman.

Michael Cirigliano

TOP 5: I MIGLIORI FILM DI NATALE

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MAMMA HO PERSO L’AEREO

Film natalizio per eccellenza (assieme ad Una poltrona per due), parodia del celebre dipinto di Munch L’urlo, narra delle disavventure di Kevin McCallister, bambino di Chicago che viene dimenticato a casa dalla famiglia, partita per le vacanze natalizie. La pellicola ha consacrato il piccolo attore Macaulay Culkin, diventato famossissimo a livello planetario. Costato 15 milioni di dollari ne ha guadagnato solo in America 285, raggiungendo complessivamente i 534 milioni. Film per bambini che parla dell’importanza dell’unione familiare. Spicca Joe Pesci nella parte dello svaligiatore di case Harry Lime. Avrà un sequel, inferiore, Mamma ho riperso l’aereo. Risate assicurate.

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BABBO BASTARDO

Willie è un ladro alcolizzato che svaligia i centri commerciali assieme a Marcus, un nano. Travistito da Babbo Natale per lavorare sul luogo del delitto, viene invitato da Thurman, un bambino con evidenti ritardi mentali, a casa sua fino al giorno della vigilia di Natale. Diviso tra i preparativi del colpo e le attenzioni del bambino, che crede di aver davanti il vero Babbo Natale, conosce Sue e se ne innamora. Piccolo gioiello natalizio accolto bene da pubblico e critica (applaudito a Cannes 2004), vede l’ottima interpretazione di Billy Bob Thornton nei panni del fasullo Santa Claus. Il linguaggio scurrile e gretto contrapposto alla pacifica figura del rosso portadoni è esilarante. Alcune scene fanno morire dal ridere. Altro cult del periodo natilizio italiano, televisivamente parlando.

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NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS

Diretto da Henry Selick, prodotto da Tim Burton. Jack Skeletron, capo di Halloween, villaggio di mostri, scopre per caso l’entrata per il regno di Babbo Natale e decide di sostituirlo per la consegna dei regali. Film del 1993, riuscito in versione speciale nel 2006, nasce da un’idea di Tim Burton che, venendo dal successo di Edward mani di forbice e Batman Il ritorno, lo fa girare al suo amico Selick. È realizzato in stop-motion, usando pupazzi tenuti a mano dagli operatori fotogramma dopo fotogramma, con tempi di realizzazione lunghissimi. Ottimo risultato. La voce italiana di Jack è di Renato Zero.

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LA VITA E’ MERAVIGLIOSA

Come in Italia c’è Una poltrona per due, in America c’è La vita è meravigliosa, splendida commedia a sfondo natalizio di Frank Capra, mandata in onda da tutte le televisioni americane durante le feste. George Bailey, nato e cresciuto in una piccola cittadina rurale, dopo aver rinunciato per tutta la vita a sogni e aspirazioni pur di aiutare il prossimo, colto dalla disperazione, è sul punto di suicidarsi la sera della vigilia di Natale. In suo soccorso, grazie alle preghiere sue e di amici e familiari, arriverà un angelo custode mandato da Dio. Interpretato da James Stewart, un capolavoro immortale della storia del cinema, considerato uno dei migliori 100 film americani della storia. Preso come esempio per spiegare il valore della vita, nonostante il poco successo di pubblico all’uscita è diventato ben presto sinonimo di Natale. Da vedere.

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IL MIRACOLO DELLA 34° STRADA

Il Babbo Natale di un importante Centro Commerciale newyorkese è ubriaco e viene sostituito da Kris Kringle, che sostiene di essere l’autentico Santa Claus. Preso per matto, viene rinchiuso ma tutto si sistemerà. Una bellissima commedia tratta dal racconto di Valentine Davies. Mescola con intelligenza umorismo e sentimento, accostando ad una trama romantica sulla fantasia e l’importanza dell’esistenza del Natale delle battute satiriche e pungenti sull’economia e sul pensiero americano del tempo (e moderno) in cui guadagnare è più importante che sognare. Tre Oscar, per Edmund Gwenn attore non protagonista, soggetto e sceneggiatura. Film del 1947 di George Steaton, ha un remake del 1994 in cui però manca la magia. Considerato da molti il più grande capolavoro natalizio di Hollywood; anche da noi.

Matteo Chessa