AVENGERS-AGE OF ULTRON: QUANDO IL VERO NEMICO E’ L’ASPETTATIVA

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Se Scarlet avesse avuto i poteri del fumetto, questo film non avrebbe avuto senso di esistere…

E’ questo il primo pensiero  che mi è balenato in mente ieri all’uscita dalla sala. Un segnale non molto rassicurante, per usare un eufemismo. Ho provato allora a interrogarmi sul perché di questo pensiero e, dopo essermi scervellato per qualche minuto, sono arrivato a una sola plausibile conclusione: Age of Ultron è uno di quei film che ti scorre sulla pelle, senza mai toccarti veramente. Delusione? Nì, perché la pellicola fa il suo porco dovere (da buon cinecomic) ma l’amara verità è che non migliora assolutamente il primo Avengers (anzi…).

La nuova creazione di Whedon infatti amplifica suo malgrado i difetti accennati della prima pellicola: nessun filo logico nei rapporti causa-effetto (molti personaggi agiscono in modi sconsiderati rispetto alla loro caratterizzazione), un villain che promette bene ma che diventa solo una futile macchietta (l’Ultron di James Spider), un eccessivo numero di personaggi gettati nella mischia solo per fare numero (almeno in questo secondo capitolo…) e, meramente per gusto personale, troppa azione e poca sostanza.

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Figli di Trojan!

Bisogna ammetterlo: migliorare il primo Avengers era sicuramente un’impresa titanica e perdere l’effetto novità della squadra di supereroi di certo non ne ha facilitato il compito: non basta purtroppo un’accurata introspezione su due “personaggi minori” (leggi Occhi di Falco e Vedova Nera) e la solita serie di battute irresistibili in stile Marvel per raggiungere l’agognata meta.

Il doppiaggio farsesco e lo sterile 3D poi appesantiscono un film che rimane un buon cinecomic che però rimane schiacciato dal peso delle sue stesse aspettative.

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Meglio se torno a ‘ffà motion capture, va!

E allora non fatico ad ammettere di aver provato per un secondo una sciocca sensazione di paura: e se il maestoso castello di carte della continuity Marvel crollasse improvvisamente? Se i nuovi film di questo magnifico progetto deludessero ancora le attese? Cosa succederebbe?

E così che, un po’ per proteggermi un po’ per allarmarmi, mi torna alla mente il primo pensiero:

Se Scarlet avesse avuto i poteri del fumetto, questo film non avrebbe avuto senso di esistere…

Francesco Pierucci

I GUARDIANI DELLA GALASSIA – RITORNO ALLE STELLE

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Film su come le amicizie capitano per caso.

Dell’ultima pellicola Marvel potrei dire mille cose, tuttologo come sono: ci sono le Gemme dell’Infinito (ne parlavo qualche mese fa), i Celestiali, il cane Astro, Thanos, i Nova Corps, Ronan ma nulla mi interessa di più che parlare del viaggio di formazione che i protagonisti compiono assieme. Come nelle più classiche ‘quest’ abbiamo l’ eroe accompagnato nel suo percorso dalla bella tormentata (senza sopracciglia), dal duro, dal genio e l’immancabile mascotte; questi personaggi sono tutti dei solitari, abituati a vedere il mondo a modo loro, che non considerano gli altri persone ma solo vie per un probabile profitto, questo perché il mondo li ha fatti soffrire a tal punto da convincersi che per sopravvivere ogni relazione profonda è da evitare. Quando persone tanto simili si trovano… o si ammazzano tra di loro o salvano la galassia insieme tra mille difficoltà. Per caso tutti i “guardiani” si trovano in prigione assieme, e Peter Quill aka.Star-Lord, colto da umana compassione per i suoi strani compagni di cella, gli si avvicina creando un legame più o meno forte con tutti. è anche per questo che diventa il leader della banda, e aver scalfito il guscio di ciascuno permette anche agli altri di incidere positivamente sui compagni.

 Il film è pieno di alieni e strane creature, di una varietà e accuratezza nel trucco davvero strabiliante, e teniamo presente che gli unici realizzati in CGI sono solo tre. Fotografia luminosa, scene piene di colori e di notevole impatto, compresa la battaglia finale che annoia davvero tanto (è quasi identica a quella vista tra Thor e Malekith l’anno scorso) ma è ben girata ed è fondamentale per completare il viaggio dell’eroe e la creazione del gruppo… qua non c’è un effetto Coulson (frecciatina)! Le soundtracks che accompagnano il film sono apprezzabili (strano per un film dei Marvel Studios) e se aggiungiamo le canzoni preferite di Peter, che caratterizzano scene davvero topiche, si trova la giusta alchimia; La Musica è molto importante per il protagonista, l’audiocassetta che Star-Lord si porta sempre a presso è una reliquia preziosissima per l’eroe e il suo contenuto sarà usato per relazionarsi con amici e nemici, oltre che per fare pace con il suo passato. In questo film l’umorismo è molto presente ma correttamente dosato, e pure questo è un fatto inedito visto che in IronMan 3 e Thor: Dark Word battute cretine hanno veramente gravato sui film altrimenti ben fatti. Che sia chiaro, anche nella pellicola sui Guardiani una scena è davvero rovinata da umorismo pessimo, però si commenta sempre con un “però ci stava, dai!” finito lo sgomento.

Concludo con una considerazione: negli ultimi anni davvero pochi sono stati i film “spaziali” che non facevano schifo: cosa ci mettiamo? Comincerei con 2001 e Guerre Stellari, per affetto Men In Black magari, poi? bah Alien, ma forse è un film di mostri… Blade Runner è più un thriller… Gravity? Non fatemi ridere! Mi sento allora dire che con Guardian of The Galaxy la tradizione “outer space movies” è ricominciata, per idee, atmosfere e personaggi (anche se non originali del mezzo), effetti visivi e colori.

Pietro Micheli

TOP 5 – DISOCCUPATHOR: I POTERI PIU’ STRANI DEL MARTELLO DEL DIO DEL TUONO

Sta per arrivare nei cinema il film Thor: the Dark Word e allora eccovi la “mitica” top 5 ma prima di iniziare è meglio fare un po’ di presentazioni; Mjolnir (si un martello può avere un nome) è un martello magico creato dai Nani per gli dei di Asgard  che Thor ha vinto dopo anni a provare coraggio, umiltà e anche forza, ovvio. Tutti, fans o profan, sanno che grazie al potente martello si può controllare gli agenti atmosferici e creare tempeste, lanciare fulmini, spaccare la roccia, poi ancora volare e creare tunnel per altri mondi, ma non molti sanno che…

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L’ASPIRAPOLVERE (SPOILER)

Nel #11 del attuale mensile del Dio del Tuono, per sconfiggere l’uccisore di dei Gorr, Thor sfrutta una sconosciuta proprietà del suo martello strappando e aspirando dal nemico tutta l’energia oscura che gli dava potere. Di conseguenza il figlio di Odino si trasforma in un cazzutissimo concentrato di potere e le dà di santa ragione al villan! XD

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MACCHINA DEL TEMPO

Questo è un particolare e strano potere che Odino conferisce a Thor nei lontani anni ’60 sulle pagine di Journey in to Mistery #86. Lo stesso Padre degli Dei ricorda a Thor che il martello può superare la velocità della luce ed è quindi in grado di spostarsi anche nel tempo oltre che nello spazio 😮

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LA GRAVITA’, QUESTA SCONOSCIUTA

su Thor #142, il dio ha appena sconfitto un Skrull (la razza di alieni più stronza del universo che molti speravano di vedere in Marvel’s The Avengers), avendo fatto il voto di non uccidere Thor e costretto a esiliare l’immonda creatura nello spazio da cui proviene facendolo fluttuare magicamente oltre l’atmosfera.

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IL RAGGIO DELLA MORTE?

I fulmini sono all’ordine del giorno, un po’ banali pensa Thor, così, per divertirsi, nella paradossale storia team-up con degli eroi della Seconda Guerra Mondiale, su Invaders #33 di Roy Thomas, Mjolnir ottiene una nuova capacità di “spegnere” una persona o di riaccenderla come il televisore!!!

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AL TELEFONO CON L’ALDILA’

Su Thor #11 del 2009 si respira il momento più buio per i Vendicatori, Capitan America era morto, era appena finita la Guerra Civile tra gli Eroi e Thor tornava sulla Terra dopo parecchi anni scoprendo queste tragedie… colto da un impeto d’ira il dio decide di usare il suo martello per telefonare al vecchio amico morto Steve Rogers e chiedere se vuole essere vendicato.

 

Pietro Micheli

FLOP 10- I DIECI PEGGIORI CINECOMIC

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THOR

Iniziamo subito con i testicoli flosci grazie a un supereroe dal sangue blu. Il film su Thor è bruttino, senza spunti interessanti e annoia quanto la messa in scena dell’intero corpus shakesperiano. Forse è il caso che Branagh torni a fare il teatro, orsu! (esortazione alla Totò)

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HULK

Vi sembra la faccia di uno degli uomini più intelligenti sulla terra? La risposta rappresenta uno dei motivi per cui il cinecomic di Ang Lee fa schifo. Altre motivazioni sono date dagli effetti speciali barbini, dalle pessime recitazioni e dalla faccia di Eric Bana. Già detto? Pazienza…

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DAREDEVIL e ELEKTRA

Doppia delusione (non che da Elektra mi aspettassi molto) come quando giochi la tua squadra vincente sulla bolletta e poi perde. Da segnalare un grande Michael Clark Duncan (R.I.P.) nel ruolo di Kingpin.

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Continuando questa lombrosiana analisi qualitativa, devo ammettere che l’emo Peter Parker è una delle cose che mi ha fatto più ridere (e allo stesso tempo inquietare) in tutta la mia vita. Ho adorato i primi due film di Raimi, in cui il sequel è forse addirittura superiore al primo, ma questo terzo capitolo è francamente inguardabile. Un ammasso di nemici buttati lì per far numero e una storyline senza molto senso fanno di questo film il più brutto tra i tre.

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I FANTASTICI(?) 4

Ohmioddioammazzatemi…queste le mie uniche parole dopo la visione di questo scempio. Unica parola per definirlo correttamente : irritante e stupido (lo so che sono due ma un’unica parola non basta!). E’ solo per la presenza della Jessicona nazionale che non si trova in una posizione più alta della classifica.

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GHOST RIDER

Può Nicolas Cage rovinare uno dei personaggi più fighi della Marvel? Ovviamente sì! (occhio alla foto…). Ghost Rider è uno dei cinecomic più brutti che abbia mai visto (e mi dicono che il secondo è molto peggio) ed è talmente osceno che mi fa pena e non riesco a insultarlo come merita. Più ignorante di un cross di Pereira!

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THE AMAZING (ahahah…no) SPIDERMAN

Ne ho parlato talmente tanto che mi sono rotto le scatole. Il film è osceno ed è nettamente inferiore a quello di Raimi (nonostante ci fosse Tobey McGuire…). La scena delle gru è patetica e la battuta “Il tuo BOYFRIEND ha mille maschere!” mi ha fatto accapponare la pelle come quella dell’Imperatore Palpatine dopo essere stato scaraventato nello spazio profondo.

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CATWOMAN

Può un gatto recitare meglio di un’attrice superpagata? Lascio a voi la risposta e aggiungo solo che questo “film” fa talmente cagare che Sharon Stone sembra Marlene Dietrich a confronto. Per Halle Berry vale lo stesso discorso della Alba.

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LANTERNA VERDE

Grrrrr….che rabbia! Cazzo come si fa a combinare uno che ha dei superpoteri straordinari e la faccia da schiaffi di Ryan Raynolds? A ciò aggiungete il lavoro di uno sceneggiatore che ha sniffato la forfora di un coniglio morto, e il gioco è fatto!

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MAN OF STEEL

Se qualcuno avesse letto il mio articolo a riguardo, non si sorprenderebbe di trovare Man of Steel al primo posto in classifica. Certo, probabilmente è meno brutto di Ghost Rider o Lanterna Verde, ma la delusione è sicuramente maggiore. Vi rimando comunque alla recensione per un inutile approfondimento. Per guardare questo conato di celluloide comunque sono necessarie due Balls of Steel!

Francesco Pierucci