TOP 5 – I MIGLIORI CORTI DELLA PIXAR

Dopo la visione di “Alla ricerca di Dory” ho deciso di dedicare un articolo ai cortometraggi della Pixar, veri e propri capolavori che precedono i film dello Studio. Di seguito la mia personale classifica:

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PARZIALMENTE NUVOLOSO (2009)

Il corto uscito con Up ci mostra il rapporto complicato tra una cicogna porta-bambini e la nuvola incaricata di “procreare” i futuri nascituri.

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PRESTO (2008)

Un’esilarante slapstick con protagonisti un coniglio affamato e un prestigiatore sfortunato.

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KNICK KNACK (2003)

Corto degli anni ’80 di Lasseter, rimasterizzato in occasione dell’uscita di Alla ricerca di Nemo. Ridiamo delle disavventure di un omino di ghiaccio nella sua palla di neve.

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LA LUNA (2011)

Prima della visione di Brave-Ribelle, questo corto ci mostra le antiche tradizioni di una famiglia che pesca le stelle sulla Luna. Dal nonno al padre e dal padre al figlio, la magia viene tramandata. Poetico.

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PIPER (2016)

La grandezza della Pixar è tutta racchiusa in questo corto. La storia di un piccolo piovanello e della sua idrofobia. Una storia semplice raccontata con dolcezza e fantasia. Un capolavoro di 5 minuti.

 

Francesco Pierucci

TOP 5: I MIGLIORI PREQUEL DELLA STORIA DEL CINEMA

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Salve, quello che vedete immortalato nella foto sono io. No, non mi sono dato al parkour. Sono solo intento a imitare l’antica arte tramandata dai nostri politici: l’arte dell’arrampicarsi sugli specchi. Eh sì, perché trovare 5 prequel decenti (qui trovate l’articolo sui migliori sequel) è stata un’impresa ardua. Ci sono riuscito? Affermativo, anche se con qualche stratagemma aummaummma. Ma andiamo con ordine:

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X-MEN-L’INIZIO

C’era bisogno dell’ottimo Matthew Vaughn (Kick-Ass, Kingsman) per risollevare il franchise degli X-men. Non che ci volesse poi molto per far meglio di X-men: Conflitto finale ma l’aggiunta al cast di due fuoriclasse come Michael Fassbender e James McAvoy spalanca finalmente le porte a una nuova stagione mutante che con X-men: Giorni di un futuro passato sembra aver ritrovato la retta via.

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MONSTER UNIVERSITY

Chiariamoci: Monsters & Co. è per me, assieme a Up, il miglior film Pixar. Certo, questo prequel non è al livello del suo predecessore ma la possibilità di rivedere Sully e Mike sul grande schermo non ha prezzo. Le risate di certo non mancano.

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INDIANA JONES E IL TEMPIO MALEDETTO

Ambientato un anno prima rispetto ai Predatori, il secondo capitolo della trilogia è probabilmente il più anomalo: ambientazioni completamente differenti, niente nazisti ma soprattutto toni molto cupi. Nonostante le critiche (dovute ai rituali cruenti) e le difficoltà produttive (l’ernia di Harrison Ford), il film regge e intrattiene fino alla fine.

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FAST FIVE

Ma come? E’ un prequel? Ebbene sì! Quell’obrobrio di Tokyo Drift non vi dice niente? Se non fosse per la credibilità del blog da difendere, avrei messo Fast Five al primo posto. Perché? Per due motivi: l’incredibile miglioramento rispetto alla pellicola precedente, la coraggiosa e fruttuosa ricodifica del franchise in altri generi (in questo caso l’heist movie). Il botteghino parla da solo.

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CASINO ROYALE

Il mio film di 007 preferito. Sicuramente il migliore degli ultimi 25 anni. Il primo libro di Fleming, il primo Bond di Craig. Colpo di fulmine. La morte può attendere dimenticato (per fortuna) in un nanosecondo. Eva Green, Mads Mikkelsen, inseguimenti, torture. Se penso che poi il regista (Martin Campbell) ha girato Lanterna Verde mi cadono le braccia…

Francesco Pierucci

LA SENILITA’ AL CINEMA

Non sono pochi, pensandoci bene, i film che riflettono sull’argomento vecchiaia, sull’avvicinamento della fine della vita; quasi sempre il tema viene accostato a quello della solitudine, della fine dignitosa di un’esistenza passata nell’anonimato ma anche di grandi avventure , gesti estremi, piccole rivoluzioni  personali. Sono tanti i film da citare in una eventuale classifica, dal premio Oscar A spasso con Daisy (QUI la recensione) a Harry e Tonto, da Harold e Maude a Tutto può succedere, non dimenticando capolavori recenti come Amour o ottimi film come Nebraska. Sono sicuro però che converrete con me che i film della mia personale Top 5 siano effettivamente quelli che hanno trattato meglio questo argomento.

 

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UP

Film d’animazione della Pixar, co- prodotto dalla Disney, racconta della grande avventura del vecchio Carl che, vedovo, decide di realizzare il sogno comune con la defunta moglie di raggiungere le cascate paradiso e vivere una memorabile esperienza. Accompagnato dal piccolo scout Russell, spostandosi con una casa volante trascinata da palloncini, raggiungerà il luogo e vivrà finalmente l’avventura sognata, scoprendo anche il suo coraggio. Commovente, divertente, giustamente premiato con l’Oscar al Miglior Film d’animazione nel 2009, può vantare un incipit capolavoro in cui raffigura la bellezza e la tristezza di una vita insieme. Ha fatto piangere e riflettere grandi e piccini.

 

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VIVERE

1952, Akira Kurosawa. Vecchio impiegato dell’ufficio richieste del comune di Tokio scopre di avere un tumore allo stomaco e solo 5 mesi di vita. Cerca con tutte le sue forze di trovare finalmente uno scopo dopo anni passati a sopravvivere. Non trovando aiuto nei parenti, si dedica anima e corpo alla trasformazione di una zona paludosa in un parco giochi per bambini. Alla sua morte, il sindaco si prende i meriti ma le donne del quartiere gli rendono omaggio e piangono sulla sua tomba. Capolavoro sulla vecchiaia e sulla solitudine, analizza con una trama di morte il miglior modo di vivere una vita, suggerendo però che solo quando si ha qualcosa da perdere è possibile giocarsi il tutto per tutto. Il protagonista Takashi Shimura riesce a parlare con gli occhi, esprimendo tristezza e gioia solo con gli sguardi. Bellissima la scena del canto solitario di una vecchia canzone giapponese che parla della brevità della vita. Poco conosciuto, da vedere.

 

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IL POSTO DELLE FRAGOLE

Il professor Isak Borg deve ricevere un prestigioso premio accademico e si mette in viaggio per ritirarlo. Nel tragitto, tra ricordi e sogni, riconsidera la sua vita. Considerato uno dei massimi capolavori di Bergman, recitato superbamente dal di lui maestro Victor Sjöström (che morirà tre anni dopo), mescola sequenze oniriche a ricordi passati a momenti presenti a rimpianti per le occasioni perdute e difficilmente recuperabili. Film sul tempo che scorre e sulla paura della morte imminente.  Famosissima la sequenza iniziale dell’incubo del professore. Le fragole del titolo sono un indizio temporale che indica l’arrivo della primavera. Orso d’oro a Berlino 1958.

 

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UMBERTO D

Umberto Domenico Ferrari, mite pensionato romano, non è più in grado di mantenersi economicamente. Pensa al suicidio ma rinuncia per non abbandonare il suo cagnolino. Capolavoro del cinema neorealista, da molti considerato la sua fine, analizza con lucida drammaticità il tema della vecchiaia e della solitudine, ma anche quello della de umanizzazione come conseguenza del capitalismo (memorabile e significativa l’uccisione di un cane per 50 lire di differenza tra la richiesta del canile e l’offerta del disperato padrone). Retto, umile ma orgoglioso, Carlo Battistini è da applausi. Il punto più alto di Vittorio De Sica.

 

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VIAGGIO A TOKIO

Due anziani genitori che vivono a Onomichi, nella provincia di Tokio, si recano in città per vedere i figli sposati ma questi, troppo indaffarati, non li considerano. L’unica che gli dedica attenzioni è la vedova del terzo figlio, la dolce Noriko, che chiede una giornata di ferie alla ditta pur di stare con loro. Finale tragico. Cine- poema sulla vita e sulla morte, analisi secca sulla distanza tra padri e figli, sul mondo degli adulti e quello degli anziani, spesso costretti alla solitudine. Più che la storia, è da esaltare la poesia racchiusa in ogni inquadratura, spesso vuota o irrilevante ai fini della trama ma che, quasi sempre, sottolinea il tema analizzato. Capolavoro di Ozu, maestro del cinema giapponese che ha sempre lavorato con un cinema poverissimo in cui scopriva ricchezze straordinarie e impensabili.

 

Matteo Chessa