OSCAR PER IL MIGLIOR DOCUMENTARIO 2016 – I CANDIDATI

La tanto attesa data del 28 febbraio è ormai vicinissima e, come già sottolineato in precedenza, siamo dinnanzi ad una delle stagioni più incerte degli ultimi anni.

Oggi vogliamo concentrarci su una delle categorie più trascurate dal grande pubblico ma che puntualmente ogni anno ci regala prodotti estremamente interessanti: l’Academy Award for Documentary Feature ovvero l’Oscar assegnato al miglior documentario. L’anno scorso l’Academy premiò l’ottimo Citizen Four diretto da Laura Poitras, con produttore esecutivo Steven Soderbergh (regista premio Oscar per Traffic e ora impegnato con la serie TV Knick) e che raccontava la spinosa vicenda di Edward Snowden, l’ex informatico della CIA che rese di pubblico dominio i programmi di sorveglianza di massa attuati dai governi americano e britannico.

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TOP 5- I MIGLIORI FILM DI VENEZIA 72

Quest’anno ho avuto la possibilità di partecipare al Festival di Venezia 2015 come giurato per le Giornate degli Autori e per l’occasione ho deciso di fare una top 5 delle opere migliori. Ovviamente la classifica si riferisce solo ai film che ho visto (circa 30).

5

BANGLAND

Basterebbe l’incipit della trama per intuire perché Bangland è un film da non perdere: in una società distopica, Steven Spielberg è il nuovo Presidente degli Stati Uniti e ha deciso di invadere uno stato africano… Ovviamente l’opera prima del giovane Lorenzo Berghella (che ha praticamente realizzato da solo le animazioni!) non è solo questo: Bangland è un film estremamente post-moderno che si nutre di numerose citazioni e rimandi della cultura americana (dagli attori alle serie tv, passando per film e cartoni animati) per creare qualcosa di completamente innovativo. Non per ultimo, è un’opera che, pur persa negli echi del post-modernismo, rimane decisamente attuale per le tematiche trattate. Spiazzante.

4

ISLAND CITY

Senza dubbio il mio film preferito delle Giornate degli Autori. Un’opera a episodi estremamente grottesca e spiazzante che mi ha sorpreso e divertito moltissimo. Il presupposto della talentuosa regista è quello di raccontare la pervasività della tecnologia nella società indiana, mettendo ironicamente in luce i difetti e i paradossi delle proprie tradizioni. Island City alterna alcune scene geniali (nei primi due episodi) ad altre più discutibili (il terzo episodio) ma il risultato è comunque soddisfacente. Piacevole sorpresa.   

 3

THE FITS

Presentato nella sezione dei Biennale College, The Fits è un’opera prima che lascia interdetti per la sua semplicità narrativa ma che contemporaneamente affascina per la sua propensione strutturale al simbolismo. La toccante storia della piccola boxeur Toni e della sua innata solitudine ha molto in comune con Anomalisa e il suo discorso sull’individualità e l’adesione a una massa. Il finale, poi, lascia senza fiato. Gioiello.

2

MUSTANG

In concorso per il Premio Lux con altri due splendidi film, Mustang, nonostante l’origine turca, è stato recentemente scelto come candidato francese per gli Oscar 2016. L’opera racconta la storia di cinque sorelle che devono fare i conti con le dure e arcaiche tradizioni di un piccolo paesino della Turchia. A uno primo sguardo superficiale, il film può ricordare per struttura e svolgimento Il giardino delle vergini suicide: lo spettatore si accorgerà ben presto che, al contrario del film della Coppola, Mustang sceglie di spostare in secondo piano la liricità della messa in scena a favore di un realismo più ficcante e brutale. Il risultato è incantevole. Vincerà gli Oscar? Probabile.

1

anomalisa

ANOMALISA

Il vero capolavoro della Mostra di quest’anno. Un film in stop motion capace di far ridere, piangere e riflettere. Ne ho parlato abbondantemente qui.

Francesco Pierucci