TOP 5- FILM DI MAGGIORE INCASSO DELLA STORIA DEL CINEMA

Dopo il bell’articolo del collega Matteo Chessa sui grandi flop della storia del cinema, mi sono sentito in dovere di scriverne la controparte. Piccola postilla: visto che noi Disoccupati facciamo le cose per bene, i film in classifica tengono conto del tasso d’inflazione dal 1895 a oggi.

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TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE

Al quinto posto troviamo il musical campione d’incassi. Quel volpone di Robert Wiise si portò a casa 5 Oscar dirigendo la straordinaria Julie Andrews.

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TITANIC

Il blockbuster per eccellenza lo troviamo a un passo dal podio. Undici statuette, due miliardi e mezzo di dollari incassati e la consacrazione del talento di Leonardo Di Caprio.

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GUERRE STELLARI

Sul gradino più basso del podio, troviamo il primo capitolo della trilogia (divenuta purtroppo esalogia e a breve eptalogia “grazie” alla Disney) di George Lucas che dopo questo exploit si è potuto comprare quel benedetto ranch e probabilmente anche altre sciocchezzuole.

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AVATAR

James Cameron ci riprova e si supera: dopo Titanic ecco Avatar. Risultato? Quasi due miliardi e otto di incassi (di cui credo la metà spesi in pubblicità) grazie a uno dei 3D meglio strutturati che abbia mai visto. La storia invece è quella di Pocahontas.

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VIA COL VENTO

Al primo posto l’intramontabile storia d’amore tra Rossella e Reth targata 1939 e diretta dalla triade a staffetta Wood-Cukor-Fleming. Fiumi di Oscar e posto d’onore tra i film più importanti della storia del cinema, Via col vento rimane l’unico lungometraggio ad aver superato i tre miliardi d’incasso.

 

Francesco Pierucci

1940. VIA COL VENTO: IL FILM CHE SEGNO’ UN’EPOCA

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Sono importanti le opere che si contendono la statuetta per il Miglior Film nel 1940: Mister Smith va a Washington di Frank Capra, Ombre Rosse, manifesto western di John Ford, Ninotchka di Ernst Lubitsch, penultima apparizione della “divina” Greta Garbo, Il mago di Oz di Victor Fleming. Queste grandi pellicole vengono completamente schiacciate dalla potenza di Via col vento, megaproduzione della MGM prodotta da David O Selznick (vero autore del film dato che ha supervisionato la sceneggiatura, il montaggio e ha scelto personalmente buona parte del cast) e diretta da Victor Fleming, traghettatore finale di un film che ha visto dietro la cinepresa anche George Cukor e Sam Wood (e lo scenografo Menzies),silurati per diatribe con la produzione (Fleming stesso si allontanò dal set per una crisi nervosa dovuta alle liti con Selznick salvo poi tornare verso la fine delle riprese giusto per mettere in calce il suo nome nella storia del cinema). Considerato il più famoso film mai realizzato, è un monumentale melodramma a sfondo bellico la cui trama è talmente famosa e conosciuta che è inutile scriverla; tratto dal romanzo omonimo di Margaret Mitchell, è un’opera che prende spunto dalla vita dei suoi personaggi per parlare dell’amore faticoso e quello non riconosciuto, delle circostanze che implicano cambi di rotta inattesi, della vita vissuta con l’ombra della morte e della sua paura, dell’afasia, della guerra, dell’amicizia vera e di quella sfruttata, l’attaccamento alla terra natia e il ricominciare dalle cose piccole. Il fiore all’occhiello sono i personaggi, approfonditi magnificamente e tutti con le loro (fragili) personalità che non cambiano mai durante lo svolgimento del film; spiccano, per forza di cose, Rossella (interpretata dalla semi-sconosciuta Vivien Leigh, che per tutto il film splende di luce propria) e Rhett (Clark Gable, su gentile concessione di Gary Cooper che rifiutò la parte considerando il film un flop). Max Steiner, autore della famosissima colonna sonora, è stato fortemente voluto da Selznick nonostante fosse sotto contratto con una major rivale, la Warner (tanto da pagare una multa salata, come per tenere invariata la battuta Franly, my dear, I don’t give a damn, considerata una bestemmia). Otto premi Oscar (al tempo un record): Film, regia (mah), Vivien Leigh, Hattie McDaniel (prima attrice di colore a vincere la statuetta con l’interpretazione della serva Mami), sceneggiatura, fotografia, scenografia e montaggio. Clark Gable, nominato, viene beffato da Robert Donat di Addio Mr Chips (quasi ai livelli di Art Carney e Al Pacino). Tra le tante scene consegnate alle annali del cinema, la migliore è forse il primo incontro tra Rhett e Rossella, dopo che questa s’è dichiarata al suo grande amore Ashley, in cui si evince il carattere dei due: viziata e gigionesca la prima, simpatico, pungente e già profondamente innamorato il secondo.

CURIOSITA’: E’ stato il primo film a colori a vincere l’Oscar per il Miglior Film

Matteo Chessa